ANNULLAMENTO VIAGGI: QUANDO LE POLIZZE SERVONO
La situazione causata dalla guerra ha convinto 8,1 milioni di cittadini italiani a rinunciare ai ponti del 25 aprile e 1 maggio, Lo osserva una ricerca realizzata da mUp Research per Facile.it, secondo cui 600mila hanno preso questa decisione per timore di spostarsi in un contesto di crisi, 1,3 milioni per paura di una cancellazione del volo e 5,5 per l'aumento dei costi relativi al viaggio.
C'è però chi alla vacanza non rinuncia: semplicemente, ha preferito cambiare destinazione. Lo hanno fatto in 5,4 milioni, soprattutto per paure legate alla situazione internazionale (41%), timori di cancellazione delle tratte aeree (37%) o aumento dei costi legati a viaggio e albergo (16%).
Risultato? L'87% dei vacanzieri non passerà il confine, il 7,5% resterà in Europa e meno del 5% anrà in altri continenti.
Polizza sì, polizza no
Chi parte potrebbe scegliere di sottoscrivere una polizza viaggio. Ma attenzione: il rischio guerra è spesso escluso, anche se non sempre. In ogni caso, c'è una regola: le coperture non scattano se il viaggiatore si reca in uno stato sconsigliato dalla Farnesina e dal sito Viaggiare Sicuri.
Anche in questo caso, ci sono alcune eccezioni: qualche compagnia copre anche i viaggi effettuati contro il parere delle autorità, a condizione che le motivazioni della trasferta siano imprescindibili e dimostrabili (gravi motivi di salute o ragioni non differibili di lavoro). L'assicurato sarà però coperto solo dai sinistri che non siano direttamente o indirettamente collegati all’avviso di pericolo.
Questa restrizione non compare se l'area in cui si viaggia è stata sconsigliata dopo la prenotazione: di solito, la liquidazione avviene se l'avviso di allerta è stato emanato entro 21 giorni dalla data di partenza.
Situazione simile se la guerra scoppia a viaggio in corso: in questo caso sono a disposizione offerte che garantriscono il rimborso di spese sanitarie e cure mediche, infortuni, rimpatrio, oltre all'assistenza in viaggio, compatibilmente con le condizioni del luogo in cui si trova il cliente.
Più semplice la protezione in caso di cancellazione del volo: in questo caso è la compagnia aerea che ha responsabilità di riproteggere i viaggiatori su un altro aereo o, se impossibile, di rimborsare il costo del biglietto (i diritti dei viaggiatori sono specificati nella Convenzione di Varsavia).
Il mondo assicurativo mette comunque a disposizione le polizze parametriche, che offrono un rimborso se si verifica un evento oggettivo: questi prodotti garantiscono il cliente in caso di volo cancellato, ma possono avere limiti di tempo. Per esempio, rimborsare il costo del biglietto solo se il volo viene cancellato entro le 24 ore dalla partenza.
E chi non parte di sua spontanea volontà? In questo caso, le polizze non sono tenute a rimborsare nulla, a meno che la scelta dipenda da cause di forza maggiore specificate nel contratto. Tra questi, ragioni mediche (come malattia o infortunio) oppure lavorative (licenziamento).
I costi delle soluzioni assicurative
Il costo delle polizze viaggio con copertura base (che comprende assistenza, interruzione e spese mediche per una persona partono) costano, per una settimana in Europa, dai 12 euro in su; il premio minimo sale a 27 euro se si aggiungono le garanzie perdita bagagli, infortuni e annullamento.
Simili le tariffe per chi viaggia fuori Europa: da 19 euro circa per la versione base, da 46 per quella completa.
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