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QUANDO IL "LAST MINUTE" È ANCORA TROPPO CARO

Parole sparse dalla "Terra di Mezzo"

Diario milanese di un febbraio particolare

 

12 febbraio 2026

Giorno 6

 

 

Ogni giorno, gli iscritti al sito della biglietteria olimpica ricevono un messaggio di posta elettronica con le offerte last minute per alcuni eventi.

Stamattina l'e-mail è arrivata poco dopo le 7.30. Offriva, tra le altre cose, tagliandi di categoria “A” e “B” (quindi tutti tranne la “C”, cioè l'ordine di posto più economico) per la partita di hockey Svizzera-Francia delle 12.10 di oggi (risultato finale: 4-0). Prezzo minimo: 80 euro. Una tariffa che non sembrva discostarsi troppo da quella ufficiale.

In teoria, un ticinese avrebbe potuto prendere un biglietto e raggiungere comodamente Santa Giulia – operazione possibile persino da Zurigo, con l'inter regio delle 8:05, due cambi, arrivo a Milano Centrale alle 11.17 e ultimo, breve tratto per Rogoredo su un regionale (11.20 con arrivo alle 11.32 o 11.25 con arrivo alle 11.37).

Forse qualcuno ha comprato il biglietto last minute, ma Santa Giulia non era esaurita. Intendiamoci: il “muro rossocrociato” era molto numeroso, i bleus pochi non erano, gli spettatori neutrali non mancavano e il palazzetto era abbastanza pieno, ma non sold out. C'erano alcuni vuoti: molto sporadici nel settore “C”, teoricamente esaurito (ma si sa, c'è sempre chi non può venire), più visibili nelle zone più care. Tenendo conto che tra il pubblico erano rappresentate anche le scolaresche.

E allora ci domandiamo: oltre a stabilire prezzi troppo alti, non è che sia stata stravolta la normale prassi per gestire i last minute? Perché di solito, con questa espressione non ci si limita a introdurre una vendita dell'ultimo momento, come da traduzione letterale, ma offerte a prezzi scontati, se non stracciati. Soprattutto a poche ore dall'inizio.

E allora giudicate voi se la maggior parte delle offerte di stamattina lo erano: Svizzera.Francia, appunto, a partire da 80 euro; Germania-Danimarca (sempre di oggi, alle 21.10) stesso prezzo; quarti di finale femminili di domani, uno da 80 euro, uno da 240; Svezia-Slovacchia del 14 febbraio da 190; Danimarca-Lettonia (15 febbraio) da 190 euro. E ancora: pattinaggio di velocità (sessione che oggi ha visto anche il trionfo di Francesca Lollobrigida) da 180 euro, come la giornata di domani.

In teoria, per alcuni eventi erano disponibili biglietti in rivendita, cioè messi nuovamente sul mercato tramite i canali ufficiali da chi non ha potuto assistere alla gara. In questo caso, i prezzi erano spesso più o meno allineati a quelli normali, anche se di tanto in tanto spuntavano offerte da 33 euro. Ma, appunto, si tratta di privati obbligati a rimettere in gioco i loro tagliandi allo stesso prezzo a cui l'avevano acquistati, con una piccola maggiorazione a vantaggio del comitato organizzatore. Non, quindi, parte dei biglietti venduti dallo stesso comitato. Che, lo ripetiamo, ci sembrano offerte da last minute solo se intendiamo questa impressione in senso letterale.

Con una politica di questo tipo, difficile riempire i palazzetti.

 

Foto di Ibrahim Boran su Unsplash