UN IMPATTO "A MACCHIA DI LEOPARDO"
Parole sparse dalla "Terra di Mezzo"
Diario milanese di un febbraio particolare
9 febbraio 2026
Giorno 3
“Se il mio lavoro è cresciuto? Non particolarmente.. Sì, leggermente, ma proprio poco poco. Ad avere i numeri sono i locali del centro, come succede alla settimana della moda...”. A definire una sorta di “primo tempo intermedio” dei suoi rapporti con l'afflusso turistico dovuto ai Giochi Olimpici è il proprietario di un bar poco fuori dalla cerchia dei Bastioni. Non in centro, insomma, ma quasi.
Lo stesso barman, a fine gennaio, aveva previsto che per lui non sarebbe cambiato niente (“a differenza di quanto avvenne per Expo 2025”): forse è in cerca di conferme, forse invece non ha acquisito una “clientela olimpica” significativa.
In Piazza del Duomo, in centro che più centro non si può, i bus turistici hanno viaggiato con un numero di passeggeri oltre i livelli pre-cerimonia soltanto nel fine settimana.
Eppure, per entrare negli store olimpici occorre passare del tempo incolonnati (che diventa molto lungo nel negozio in piazza del Duomo, dove ieri la coda arrivava alla Rinascente, mentre oggi era più moderata ma comunque bella tosta).
Tutto ciò mentre tifosi di ogni rappresentativa sono molto visibili, ma a macchia di leopardo: nelle zone più turistiche e in quelle vicino ai luoghi di gara, al Villaggio olimpico, alla fiamma all'Arco della Pace e al fan village di piazza del Cannone, oppure sui mezzi pubblici e nei pressi delle “case” delle varie federazioni (di cui ci occuperemo). In altre zone, specialmente periferiche (ma non solo) solo qualche volontario in uniforme o poco più permette di evidenziare che siamo in periodo olimpico.
Nei luoghi più "gettonati", è particolarmente visibile l'ondata di olandesi (anche perché riconoscibilissimi dal tradizionale colore orange), soprattutto nei pressi del loro quartier generale, in via Tortona: i sostenitori dei Paesi Bassi riempiono anche i vicini ristoranti – che a cena letteralmente si dipingono di arancione – ma si notano facilmente anche altrove. Molto presente anche il rosso – lo svizzero, ma anche il canadese, a Milano soprattutto per l'hockey.
Cantiere a San Siro
Si parlava degli impianti olimpici, che accolgono i tifosi di tutto il mondo: uno ha già esaurito il suo ruolo. E' la Scala del calcio (ora Stadio Olimpico “Giuseppe Meazza in San Siro”), che è stato coinvolto solo per la cerimonia d'apertura: la chiusura avverrà all'Arena di Verona, che darà il via anche ai Giochi Paralimpici (la cui chiusura sarà a Cortina).
Ma non si creda che, per il “Meazza”, la cerimonia sia archiviata: fuori dallo stadio, nel piazzale dedicato ad Angelo Moratti, presidente della Grande Inter, sono ancora ben visibili le operazioni di sgombero. Il cantiere (nella foto) è ancora frenetico, i capannoni ben visibili, i mezzi dedicati sono in piena operatività e persistono zone proibite ai non addetti ai lavori (che all'altezza del settore ospiti devono allungare il loro cammino).
E' una corsa contro il tempo: il prossimo 14 febbraio, a Giochi Olimpici in corso, San Siro tornerà alla sua destinazione naturale, per Inter-Juventus, mentre il 18 sarà la volta del recupero di Milan-Como. Sì, proprio quella partita che, per un certo periodo, sembrava doversi giocare a Perth, ma che problemi di ordine burocratico hanno riportato a casa.
Mgm

