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DIABETE DI TIPO 1, UN CORTOMETRAGGIO PER SFATARE I LUOGHI COMUNI

Presentato un cortometraggio cinematografico per sfatare i luoghi comuni legati al diabete di tipo 1. Si tratta di Still Game, diretto da Riccardo Denaro, prodotto da Elive Multimedia, realizzato in collaborazione con Diabete Italia Rete Associativa Odv e sostenuto da Unicredit e Sara Assicurazioni.

Il progetto punta a narrare la patologia non come un limite, ma come una condizione con cui è possibile convivere.

Protagonista del "corto" è una 18enne di nome Anna, colpita durante una partita di pallavolo da un malore che - a quanto si scopre in sede di diagnosi - è legato a una condizione di diabete di tipo 1. Dopo il disorientamento iniziale, la ragazza imparerà che le sarà possibile vivere normalmente, pianificare il suo futuro e rincorrere i suoi sogni dopo l’incontro con Samu, giovane musicista e runner con la sua stessa patologia.

Il filmato è stato realizzato per essere proiettato in scuole, festival, circoli sportivi e contesti associativi, accompagnato da momenti di dibattito e sensibilizzazione; mostra che sensori glicemici, microinfusori e innovazione digitale non sono strumenti eccezionali, ma parte della quotidianità, per assicurare autonomia, sicurezza e libertà.

Il cortometraggio sarà presentato in anteprima in vari festival e, in un secondo tempo, nell'ambito di iniziative culturali dedicate a scuole, giovani, famiglie e contesti sportivi. Prevista anche la distribuzione sulla piattaforma Rai Cinema Channel.

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune cronica in cui il sistema immunitario distrugge le cellule beta del pancreas che produce insulina; la patologia deve quindi essere assunta per tutta la vita, per mantenere sotto controllo la glicemia.

Stime recenti sottolineano che al mondo vivono circa 9,5 diabetici di tipo 1, di cui quasi 1 milione tra 0 e 14 anni; in Europa sono 2,7 milioni di persone (con il 15% circa rappresentato da under 20) e in territorio italiano circa 300.000, pari allo 0,5% circa della popolazione, con un'incidenza in età pediatrica tra i più alti al mondo in alcuni luoghi, come la Sardegna.

 

Foto di Polina Tankilevitch da Pexels