COFACE: "CON LA TRANSIZIONE ENERGETICA, RISCHIO CARENZA METALLI"
Con la transizione energetica e l'elettrificazione, rame, nichel e alluminio rischiano carenze strutturali entro il 2035. Il fenomeno porterebbe a un rialzo dei prezzi. Lo afferma un'analisi di Coface.
In particolare il rame, indispensabile per l’elettrificazione e le infrastrutture digitali, potrebbe evidenziare un deficit compreso tra 1,5 e 6,5 milioni di tonnellate, il nichel di circa 6,5 milioni di tonnellate e l'alluminio tra i 5 e i 15 milioni
Il motivo è chiaro: energie rinnovabili, auto elettriche, batterie, reti e data centre, ricorda la compagnia specializzata nei rami crediti e cauzioni, hanno bisogno di alte quantità di metalli e, afferma lo studio Aps (Announced Pledges Scenario) dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, entro il 2035 potrebbero salire al 35% della domanda mondiale di rame e nichel.
“La transizione energetica sta rendendo l’accesso ai metalli critici una questione sempre più strategica per le imprese", afferma Ernesto De Martinis, ceo di Coface Mediterranean & Africa region e membro del board.
"La crescita della domanda di rame, nichel e alluminio si confronta infatti con un’offerta poco flessibile, tempi molto lunghi per lo sviluppo di nuova capacità produttiva e filiere fortemente concentrate in pochi paesi. Per le aziende, il rischio non riguarda quindi soltanto un possibile aumento dei prezzi, ma anche la continuità degli approvvigionamenti e la capacità di mantenere competitivi i processi produttivi. Diversificare le fonti di fornitura, investire nel riciclo e ridurre la dipendenza dalle materie prime più critiche diventerà sempre più importante per rafforzare la resilienza delle filiere".
Foto di Alex Tepetidis da Pexels

