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SOSTEGNO AL REDDITO, L'INPS AGGIORNA GLI IMPORTI MASSIMI

Sono disponibili gli importi massimi 2026 dei più importanti strumenti di sostegno al reddito, adeguati alla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo e in vigore da inizio anno. Li ha comunicati l'Inps nella circolare n. 4 del 28 gennaio 2026, precisando che non sono state introdotte nuove prestazioni, ma aggiornati “i massimali economici di cassa integrazione, indennità di disoccupazione e altri strumenti di tutela”. 

 

Integrazione salariale

Per l'integrazione salariale (Cigo, Cigs e Cisoa, Fis e fondi di solidarietà bilaterali), è stato confermato il massimale unico, indipendente dalla retribuzione, che per il 2026 ammonta a 1.423,69 euro lordi mensili (1.340,56 euro netti). Una somma che è incrementata del 20% per il settore edile e lapideo in caso di intemperie stagionali. 

I valori dei fondi di solidarietà di credito (anche cooperativo) e riscossione tributi erariali sono stati aggiornati, con la diversificazione dei tetti per fascia retributiva.

 

Indennità di disoccupazione

Passiamo ora all'indennità di disoccupazione. La Naspi e la dis-coll avranno una retribuzione di riferimento di 1.456,72 euro, con una somma massima di 1.584,70 al mese. Nessun cambiamento per l’indennità di disoccupazione agricola, che rimane ai livelli del 2025. 

Nuovi importi, invece, per l'indennità di discontinuità dedicata i lavoratori dello spettacolo (Idis, con il nuovo limite giornaliero a 57,32 euro) e per quella straordinaria degli autonomi iscritti alla gestione separata con reddito basso reddito e lunga attività (Iscro): in questo caso, il reddito di riferimento e gli importi minimo e massimo mensile per il 2026 vengono fissati tra i 255,53 e gli 817,69 euro. 

L’assegno per le attività socialmente utili viene infine portato a 707,19 euro mensili. 

 

Liberi professionisti

Ieri è stata pubblicata anche una circolare dedicata ai liberi professionisti, la 5/2026. Il documento, spiega l'Inps, aggiorna i criteri per il pagamento a rate degli oneri di ricongiunzione dei periodi assicurativi. L'interesse è legato all’andamento dell’inflazione.

Il tasso per le domande presentate quest’anno sarà dell’1,4% l'anno (variazione media 225 dell’indice Istat dei prezzi al consumo), in base al quale l'istituto ha aggiornato le tabelle di calcolo. Tabelle che consentono di fissare la rata mensile per piani di pagamento fino a 120 mesi e di calcolare il debito residuo se il saldo delle rate è interrotto prima della conclusione del piano. 

Infine, la circolare contiene le istruzioni l’utilizzo delle tabelle aggiornate, che diventano il riferimento per tutti i piani di rateizzazione per le domande di ricongiunzione presentate nel 2026.