PENSIONI: LUCE VERDE PER IL CUMULO GRATUITO PER I PROFESSIONISTI

Via libera dell’Inps al pagamento delle pensioni con il cumulo gratuito. Le prime liquidazioni, a favore dei circa 8mila liberi professionisti che hanno già fatto richiesta, sono previste entro Pasqua e i relativi versamenti a partire dal 20 aprile. Nei giorni scorsi, infatti, l'Adepp (l'associazione che raggruppa le Casse previdenziali private) ha approvato all'unanimità il nuovo  schema di convenzione, modificato in accordo con l'Inps. Dopo un braccio di ferro tra le Casse e l’Istituto (che pretendeva il pagamento di 65 euro per le spese d’istruttoria della pratica), questa volta l'accordo dovrebbe essere definitivo. Così che gli 8 mila professionisti  in attesa da mesi, potranno finalmente ricevere l'assegno (vedi la news del 23 marzo, www.iomiassicuro.it/news/professionisti-cumulo-gratuito-ma-non-linps). Il nuovo testo di convenzione sottoscritto, spiega l’Inps in una nota, permette di sbloccare da subito le lavorazioni delle domande già pervenute, mentre le parti potranno risolvere in un secondo momento il problema della spartizione degli oneri amministrativi. Ma andiamo con ordine.

Cumulo gratuito. Del “cumulo contributivo”, introdotto dalla legge di Stabilità del 2013 (n. 228/2012),  potevano fruire tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi, compresi gli iscritti alla Gestione separata, con l’unica eccezione dei professionisti iscritti alle Casse  private. La Legge di Bilancio 2017 (n.236/2016) non ha fatto altro che allargare  il raggio d’azione sulla specifica materia, consentendo anche ai liberi professionisti di  sommare i contributi versati in diverse gestioni, per  sfruttare l’intero patrimonio contributivo, senza mettere mano al portafogli con la ricongiunzione, o aspettare l’apertura della c.d. finestra di 19 mesi prevista per la totalizzazione.

Oltre ad ammettere al beneficio pure i liberi professionisti, la nuova normativa presenta un’altra importante novità: la possibilità di utilizzare il cumulo anche per la pensione anticipata (e non solo per quella di vecchiaia, come previsto in precedenza) al raggiungimento dei previsti requisiti stabiliti dalla riforma Fornero, ossia 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne nel triennio 2016-2018 (43 anni e 3 mesi  e 42 anni e 3 mesi nel 2019-2020).

Calcolo pro-quota.  Come a suo tempo ha sottolineato il presidente Inps Tito Boeri, la norma “è scritta male perché non dice cosa si deve fare in caso di requisiti anagrafici diversi”. In mancanza di una copertura normativa, in accordo con le rappresentanze delle Casse autonome, l'Inps ha individuato una soluzione pro-rata, simile a quella utilizzata per la totalizzazione dei periodi lavorati all’estero, in regime di convenzione.

In pratica si dà la possibilità di utilizzare subito il cumulo per il diritto alla pensione. Per quanto invece riguarda l'importo della stessa, l'Istituto versa (subito) la quota di sua competenza, mentre quella correlata ai contributi versati alla Cassa professionale sarà pagata al raggiungimento dei relativi requisiti. Un esempio per capirci. Un lavoratore con  25 anni di lavoro dipendente e 18 anni da professionista, potrà ottenere il pagamento immediato della quota di pensione Inps, avendo totalizzato oltre 42 anni e 10 mesi tra le due gestioni. Per la liquidazione della quota di pensione nella gestione professionale dovrà invece attendere il raggiungimento dei requisiti stabiliti dalla sua Cassa.

La tregua.  Secondo l'Inps, i 65,03 euro per pratica andavano divisi tra le singole Casse di previdenza e l’Istituto di previdenza seguendo un principio proporzionale, legato ai contributi versati all'ente o alla Cassa. Ma l'Adepp contestava questo principio, accusando l'Istituto  di aver ricevuto dal Governo milioni di euro per gestire l’operazione. Un'accusa sempre respinta dall'Inps, che ha specificato più volte che quei soldi sono andati per approntare  l'intera operazione, compresa la piattaforma su cui le singole Casse dovranno ora far confluire la propria parte di pensione. A pagare l'assegno sarà infatti l'Inps (anche se non coinvolta direttamente), e non le Casse.

In base all’ultimo accordo sarà invece una Commissione di esperti a decidere chi dovrà pagare e in quale proporzione gli oneri di gestione e le commissioni bancarie (i famosi 65 euro). Al suo interno saranno presenti in modo paritetico rappresentanti dell'Inps e delle Casse private, che lavoreranno insieme a due esperti, uno indicato dal Ministero del Lavoro e l'altro dal Ministero dell'Economia. La commissione dovrà fornire una risposta entro 60 giorni.

www.adepp.info

www.inps.it

Leonardo Comegna