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IL SISTEMA CONTRIBUTIVO

Il metodo contributivo di calcolo della pensione è il perno su cui ruota la riforma Dini del 1995. In questo regime la pensione cui si ha diritto è strettamente collegata alla contribuzione versata nell’arco dell’intera vita lavorativa e non agli stipendi dell’ultimo periodo, come avviene con il sistema retributivo: dato che gli ultimi stipendi sono, in genere, i più elevati è facile intuire come il criterio contributivo risulti assai meno conveniente. Un meccanismo introdotto per riequilibrare la spesa previdenziale, che nell’ultimo ventennio ha raggiunto livelli insostenibili.

Come funziona. Il sistema contributivo funziona grosso modo come un libretto di risparmio. Il lavoratore provvede, con il concorso dell’azienda, ad accantonare annualmente il 33% del proprio stipendio (i lavoratori autonomi il 23,55% del reddito, aliquota che raggiungerà il 24% nel 2018). il montante accantonato produce una sorta di interesse composto, a un tasso legato alla dinamica quinquennale del Pil (il Prodotto interno lordo) e all’inflazione. In pratica, quindi, più cresce l’Azienda Italia, maggiori saranno le rendite su cui si potrà contare.