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SPECIALI

Arrivano in questi giorni le prime 150mila Buste arancioni: il documento, mandato dall’Inps (nella foto il presidente Tito Boeri) contiene una proiezione su quando il lavoratore potrà andare in pensione e quanto riceverà, e l’estratto conto dei contributi versati.

Cosa contiene la Busta arancione. Il documento ricorda che l’Inps ha attivato il servizio on line La mia pensione, che consente di stimare l’importo che si riceverà al termine dell’attività lavorativa. Nella busta arancione viene anticipato l’importo ottenuto in maniera automatica, ma senza alcun valore di certificazione, in base ai contributi sinora accreditati e a quelli che ancora mancano al raggiungimento dei requisiti richiesti per il pensionamento. Il calcolo della pensione tiene conto della normativa in vigore e si basa su tre fondamentali elementi: età, storia contributiva e retribuzione/reddito. Nella tabella vengono indicati data di pensionamento, importo previsto della pensione lorda, stima dell’ultima retribuzione lorda o reddito percepito e tasso di sostituzione (cioè il rapporto fra pensione e ultima retribuzione). Gli importi futuri sono espressi a prezzi costanti ai valori del 2015: si sottolinea che la simulazione ha valore indicativo e non prende in considerazione eventuali benefici di legge o altre contribuzioni che permettano di anticipare la data di pensionamento.

L’estratto conto contributivo. La Busta arancione contiene inoltre l’estratto conto contributivo utile ai fini della pensione, con le settimane accreditate per ogni anno di lavoro e la relativa retribuzione, e i contributi futuri stimati dall’Inps in base al profilo lavorativo. Il risultato può variare in rapporto all’andamento della futura vita lavorativa. Per esempio, sottolinea il documento, in caso d’interruzioni del rapporto di lavoro la contribuzione potrebbe essere inferiore e, di conseguenza, l’importo della pensione più basso di quello stimato: è importante controllare l’estratto conto e segnalare eventuali errori.

A chi viene inviata. Le gestioni coperte dall’invio della Busta arancione sono il Fondo pensioni lavoratori dipendenti, quelle speciali dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, ex Inpdai) e la gestione separata dei Coc.co.pro; nelle prossime settimane saranno aggiunti anche gli iscritti alla gestione ferrovieri e ad altri fondi speciali e agricoli.

Stime ottimistiche. Le simulazioni contenute nella busta arancione rappresentano un grande passo avanti sul piano della consapevolezza in materia previdenziale, ma si basano su parametri di partenza piuttosto ottimistici, che rischiano di sovrastimare l’importo della pensione: ipotizzano infatti una vita lavorativa continua, senza buchi contribuitivi, con una crescita annua della retribuzione pari all’1,5% lordo annuo in termini reali (cioè al netto dell’inflazione) e un incremento del Pil (il Prodotto interno lordo, cui i montanti pensionistici sono agganciati) anch’esso dell’1,5% annuo in termini reali. Negli ultimi anni, però, l’economia italiana è stata caratterizzata da una pesante recessione. Per evitare una proiezione fuorviante, è necessario non fermarsi alla proiezione fornita di default dall’Inps. Accedendo con il proprio Pin o con lo Spid (Sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale, in pratica le credenziali per accedere ai servizi on line della Pubblica amministrazione) si può effettuare una simulazione personalizzata basata su criteri più realistici, per esempio ipotizzando una crescita del Pil dell’1% anziché dell’1,5% e una retribuzione che non aumenta nel corso degli anni.

Poca informazione. Secondo un’indagine Inps lanciata il 14 marzo scorso su un campione di 22.600 soggetti, nel nostro paese le conoscenze in materia previdenziale sono molto basse: solo un italiano su cinque conosce come funziona il sistema a capitalizzazione. Nei mesi scorsi l’Inps ha avviato il servizio on line La mia pensione, che permette di verificare l’attuale situazione contributiva e stimare la possibile data di pensionamento, il prevedibile livello della pensione a prezzi 2015 e il rapporto fra pensione e ultima retribuzione. L’utente può modificare la retribuzione dell’anno in corso e il suo andamento nel corso del tempo (inserendo per esempio un tasso di crescita più basso rispetto a quello di default), oppure ipotizzare interruzioni nei contributi per periodi di disoccupazione, la data di pensionamento per stimare l’effetto economico del posticipo, e infine il tasso di crescita del Pil. Nei dieci mesi da che è attivo, il servizio ha registrato 8,9 milioni di accessi (di cui solo 1,3 di lavoratori under 40) e 4,7 milioni di simulazioni della pensione: il maggiore interesse si registra fra i nati nel 1955 e nel 1960. I possessori di Pin Inps sono 18,5 milioni (di cui 13 milioni lavoratori attivi), quelli senza Pin 12 milioni: il 42% di questi ha meno di quarant’anni. I giovani, che dovrebbero essere i più interessati al proprio futuro previdenziale, sono insomma in larga parte ben poco consapevoli e informati.

www.inps.it

www.spid.gov.it