EMOZIONI OLIMPICHE AL "FAN VILLAGE"
Parole sparse dalla "Terra di Mezzo"
Diario milanese di un febbraio particolare
13 febbraio 2026
Giorno 7
Il fan village è uno spazio in cui i tifosi olimpici, o semplicemente i curiosi, possono assistere alle gare dal maxischermo, senza tirare fuori un ghello. Non è la stessa cosa che entrare negli impianti olimpici, certo, ma si vive comunque l'atmosfera festosa e agonistica dei Giochi, anche perché in questo spazio si mescolano persone provenienti dai quattro angoli del pianeta.
Certo, lo spazio dedicato ai tifosi non è grande come quello di altre edizioni dei Giochi, ma è in un punto davvero strategico e pieno di storia: piazza del Cannone, dietro al Castello Sforzesco. Della serie: vengo dal Duomo, visito il Castello e mi infilo al fan village per vedere la gara che mi interessa. Ammesso che sia irradiata, un po' perché il maxischermo può proporre un solo evento alla volta, un po' perché lo spazio per gli sportivi alterna le visualizzazioni a concerti. O a stimolanti incontri con medagliati, che a volte si presentano sul palco a sorpresa o quasi. Un bel salto, per i milanesi abituati a programmare tutto, e a pensare “l'è in ritard” quando qualcuno si presenta a un appuntamento alle 15.41 invece che alle 15.30.
Eppure, il clima un po' casuale in fondo piace: è la classica “deroga olimpica”, diciamo così – perché i giorni dei Giochi non sono giorni come tutti gli altri.
D'altra parte, nel fan village (a proposito, è aperto dalle 9 alle 22, salvo prolungamenti per la conclusione di eventi) i tempi sono spesso relativi: è facile vedere lunghissime code alle "case degli sponsor" (differenti da quelle delle federazioni partecipanti e di altre realtà istituzionali, di cui abbiamo già parlato).
Varie di queste strutture provvisorie (anche se non tutte) sono proprio al fan village o comunque presso il Castello (una addirittura dentro): alcune distribuiscono gadget, altre propongono attività, come le simulazioni degli sport invernali. E per la gente pare che ne valga la pena, dato che affrontano incolonnamenti a tratti molto lunghi per entrare.
Stasera ci siamo presentati al fan village mentre erano in corso i 10.000 metri del pattinaggio di velocità. In pista c'erano l'azzurro Davide Ghiotto – quattro volte campione del mondo di cui tre ori individuali nella distanza – e l'olandese Jorrit Bergsma, fresco quarantenne, olimpionico a Soči e cinque volte iridato.
Ghiotto inizia a condurre e accende le speranze di battere il 12'39” 09 del leader provvisorio, il polacco Vladimir Semirunniy. Ma poi il classe 1993 perde il ritmo e si fa raggiungere da Bergsma. Cala il tifo, ma con l'incalzare dei giri – e Ghiotto fuori - molti presenti (non solo olandesi, dunque) ci sperano, che il quarantenne riesca a battere il miglior tempo e ad assicurarsi il podio. Non ce la fa per pochissimo (12'40”48), ma riceve un applauso dal pubblico del village.
Nel turno successivo, il penultimo, trepidano i cechi presenti, che assistono alla prova di Metoděj Jílek, classe 2006. E suonano una trombetta da stadio per il suo primato, con un 12’33”44 che è anche record olimpico.
Dopo l'ultima serie, che non dà fastidio ai primi, il podio è formato: primo il giovanissimo Jílek, secondo Semirunniy e terzo il veterano Bergsma.
I cechi festeggiano, i meno giovani sorridono: ai tempi di Torino 2006, l'oro dei 10.000 non era ancora nato, e ha meno della metà degli anni rispetto a Bergsma. Ma che cosa sono gli anni, dato che i due condividono lo stesso podio?
Storie curiose, un po' commoventi. Storie olimpiche.
Mgm
Nella foto, le mascotte Tina e Milo al fan village di Milano

