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IL COEFFICIENTE DI CONVERSIONE

Alla data del pensionamento al montante contributivo, ossia la somma rivalutata dei versamenti effettuati, si applica un coefficiente di conversione che cresce con l’aumentare dell’età. Il coefficiente, per esempio, è pari al 4,246%, per chi chiede la rendita a 57 anni (perché divenuto invalido, ad esempio), sale al 4,856% per chi resiste al lavoro fino a 62 anni e al 5,700% se si decide di arrivare fino a 67 anni. I coefficienti sono rivisti ogni tre anni, in funzione dell’andamento demografico. Anche in questo caso, come per i requisiti per l’accesso alla pensione, è infatti previsto l’adeguamento alla speranza di vita. I coefficienti attualmente in uso (validi per il triennio 2016-2018), rispetto a quelli contenuti nella riforma del 1995, utilizzati sino al 2009, determinano una riduzione che a seconda dell'età di accesso alla pensione varia grosso modo da un minimo del 9,5% a un massimo del 13%, con una conseguente riduzione delle rendite. Soltanto restando al lavoro qualche anno in più si realizzano performance migliori in termini di pensione più consistente.
 

Vecchi e nuovi coefficienti

Età Dal 1996 al 2009 Dal 2010 al 2012 Dal 2013-2015 Dal 2016-2018
57 4.720 4,419 (-6,38) 4,304 (-2,60) 4,246 (-1,35)
58 4.860 4,538 (-6,63) 4,416 (-2,69) 4,354 (-1,41)
59 5.006 4,664 (-6,83) 4,535 (-2,77) 4,468 (-1,48)
60 5.163 4,798 (-7,07) 4,661 (-2,86) 4,589 (-1,55)
61 5.334 4,940 (-7,39) 4,796 (-2,91) 4,719 (-1,61)
62 5.514 5,093 (-7,64) 4,940 (-3,01) 4,856 (-1,70)
63 5.706 5,257 (-7,87) 5,094 (-3,11) 5,002 (-1,81)
64 5.911 5,432 (-8,10) 5,259 (-3,18) 5,159 (-1,90)
65 6.136 5,620 (-8,41) 5,435 (-3,30) 5,326 (-2,01)
66 - - 5,624 5,506 (-2,01)
67 - - 5,826 5,700 (-2,17)
68 - - 6,046 5,910 (-2,25)
69 - - 6,283 6,135 (-2,36)
70 - - 6,541 6,378 (2,50)