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  • La navetta a Tirano

SCI-ALPINISMO A BORMIO, IL CASTELLO DI KAFKA

Parole sparse dalla "Terra di Mezzo"

Diario milanese di un febbraio particolare

 

19 febbraio 2026

Giorno 13

 

Un'avventura kafkiana. O beckettiana, fate voi. Così si può definire il viaggio di chi è partito alla mattina presto da Milano per raggiungere Bormio e assistere all'esordio di un nuovo sport, lo sci alpinismo. E che invece è rimasto bloccato a Tirano, costretto a vedere le gare sullo smartphone,

 

Uno sport all'esordio

Ma andiamo con ordine. E introduciamo lo sci-alpinismo, che ha esordito oggi ai Giochi invernali e che è stato accolto nella famiglia olimpica con una vera festa: ieri, la località valtellinese ha infatti ospitato una "cerimonia d'apertura" dedicata proprio alla nuova disciplina.

Le prime medaglie a cinque cerchi di questo sport meritavano una visita nella Contea. E così ci siamo imbarcati sul treno in partenza da Milano Centrale alle 7.50 e da Monza alle 8.01, con arrivo previsto a Tirano alle 10.29 e navetta successiva fino a destinazione. Giusto per arrivare per la prima semifinale, alle 12.55 con corposo anticipo. Almeno, nelle nostre speranze,

 

Consigli per risparmiare sul viaggio

E qui, giusto per chi il prossimo 21 febbraio volesse raggiungere Bormio e assistere alla seconda e ultima giornata di sci alpinismo (con la staffetta mista alle 13.30), un'avvertenza importante. Non acquistate un biglietto di andata e ritorno, ma una formula - chiamata Ioviaggio un giorno - che permette di circolare liberamente su tutti i treni regionali e pullman lombardi e mezzi pubblici urbani per una giornata. La formula valida da mattina a sera ha un costo di 17.50 euro, mentre la sola andata e ritorno da Milano a Tirano è più cara (25 euro). Basta convalidare il "giornaliero" a inizio viaggio e si è a posto fino a fine servizio (è possibile acquistarlo qui o agli sportelli Trenord).

Per completezza di informazione, Ioviaggio, anche in versione famiglia, è disponibile anche per due (a 29 euro), tre (a 35) o sette giorni (a 46,50) consecutivi, oltre al mensile e all'annuale.


A singhiozzo

Gli orari sono chiarissimi: ogni mezz'ora c'è un treno per Tirano. Poi, la navetta per Bormio. Ma non sottovalutate gli imprevisti: poco dopo Monza, il treno si ferma. Un annuncio comunica che il convoglio è "alle porte della stazione di Carnate in attesa all'autorizzazione al movimento per problemi a un passaggio a livello".

Una decina di minuti e si riparte. Una galleria, e alt, altra fermata imprevista. Stop, poi go: tutto sommato l'attesa non è stata lunga. Ora, come accade per gli intertempi al giro del pattinaggio di velocità, vediamo di quanto è il ritardo alla stazione di Lecco. Lenti lenti, ci si avvicina. Il treno ferma alle 9.03. Sono 34 minuti. Si fanno più chiari i contorni della vicenda: un'auto ha distrutto il passaggio a livello con "problemi".

Ma un ritardo ne causa altri, soprattutto quando bisogna percorrere un ampio tratto con binario unico: si riparte alle 9.15, cioè 45 minuti dopo, mentre in banchina c'è fermo un altro convoglio per Tirano che (da tabellone) porta 20 minuti di ritardo.

Tuttavia, poco prima di Dervio, il coup de théâtre: si scende tutti a Colico e si sale tutti su quel treno. Il nostro, ci par di capire, torna a Milano, per evitare ancora più ritardi. "Di solito questa linea è puntuale", dice una frequentatrice abituale della tratta. Siamo stati sfortunati, allora.

 

En attendant Godot

Arriviamo alle 11.27, oltre un'ora e mezza dopo l'orario previsto. Le navette sono pronte, sotto la neve battente. Dopo poco più di dieci minuti, il pullman sembra partire. Ma è un falso allarme. Un incidente ha bloccato la strada e un camion è messo di traverso. Occorre tempo per spostarlo. 

I passeggeri sperano ancora di arrivare per le semifinali - o almeno per le finali, previste dalle 13.45. E' vero che con le catene il pullman ci metterà di più, ma si tratta comunque di un'ora, più 20 minuti a piedi.

E invece le aspettative pian piano si diradano. Nessuno ha colpa nella situazione contingente: si è verificata una concatenazione di eventi sfortunati.

Ma le responsabilità sono a monte. C'è chi ricorda che tutto ciò non sarebbe successo se avessero prolungato la ferrovia da Tirano fino a Bormio (operazione doverosa, ma neppure iniziata), oppure se avessero aggiunto corsie alla statale. O ancora (per chi arriva da Lecco) se i binari fossero stati raddoppiati.

Inutile: i lavori non sono stati effettuati, e se non lo hanno fatto per i Giochi Olimpici, campa cavallo. Da mesi si parla dei progetti viari che non sono stati completati in tempo, soprattutto in Valtellina, e alcuni esempi degli anni passati tornano in mente.

Per esempio, il tratto ferroviario Stabio-Arcisate, pochi chilometri da congiungere, metà in territorio svizzero e metà in territorio italiano, da ultimare in tempo per l'Expo 2015. La seconda parte, quella svizzera, fu completata addirittura in anticipo, la seconda venne inaugurata che l'esposizione universale era ormai un ricordo.

Trascorrono i minuti a bordo della navetta ferma. Si inizia a comprendere che pagare un biglietto per lo sci-alpinismo è stato uno sforzo vano: non si potrà arrivare in tempo.

E così, un passeggero mette a disposizione delle masse uno smartphone, tramite cui vedere le semifinali. Poi, il gruppo si scioglie: chi resta sulla navetta ancora per un po', chi va ugualmente a Bormio o a Livigno (dove sono state rinviate le gare), chi cerca un ristorante. Guardando quella competizione, per cui ha pagato un biglietto, sullo schermo di un telefonino.

Morale della favola? Sicuramente, si è verificata una concomitanza sfortumata di eventi. Ma chi volesse assistere alla staffetta del 21 febbraio, farebbe meglio a scegliere il primo treno, in partenza da Milano Centrale dalle 4.20 del mattino. Non si sa mai.

 

Aggiornamento: Neppure il ritorno a Milano è privo di imprevisti. Il treno, in arrivo previsto a Monza alle 17.26, si ferma alla stazione di Carnate Usmate. Motivo? Un guasto di un convoglio fra Arcore e Monza. Quando ripartirà? Riparte alle 18.08, per poi giungere a Monza con circa un'ora di ritardo.

 

Mgm

 

Nella foto, la navetta alla stazione di Tirano