FINALE DI HOCKEY, L'ORARIO NON È FLESSIBILE
Parole sparse dalla "Terra di Mezzo"
Diario milanese di un febbraio particolare
20 febbraio 2026
Giorno 14
Se ne sente una nuova: ci sarebbero almeno da ieri pressioni per far spostare l'orario della finale olimpica di hockey su ghiaccio nel caso in cui opponesse Canada e Stati Uniti. Motivo: cambiando la pianificazione, i nordamericani orientali potrebbero assistervi dai loro schermi televisivi senza dover perdere la nottata. Il match è infatti in programma domenica alle 14.30 ora europea, cioè alle 5:10 di notte a Los Angeles e Vancouver (situazione più fattibile, invece, per chi abita a New York o a Toronto, in cui la sirena d'inizio sarebbe alle 8:10 del mattino).
La richiesta, va da sé, si è mostrata da subito irricevibile, per vari motivi. Primo, quando si stabilisce un orario, lo si rispetta: non lo si cambia in funzione delle squadre coinvolte. Vi immaginate - a puro titolo di esempio - un'eventuale Germania-Inghilterra semifinale dei campionati del mondo di calcio 2026 in programma a sera inoltrata e spostata a orari più consoni per i tifosi europei? Un'eventualità neppure da prendere in considerazione.
C'è poi il rispetto di chi ha pagato i tagliandi d'ingresso - oltretutto carissimi: questi spettatori hanno il diritto di assistere alla partita all'ora indicata sul biglietto. Sarebbe grave spostare la partita - oltretutto all'ultimo momento - se non sussistessero gravi motivi. Ed evitare una nottata ai tifosi nordamericani non li configura.
Terzo, l'orario proposto - le 19.30 circa - andrebbe a sovrapporre la finale di hockey su ghiaccio alla Cerimonia di chiusura. Il che è improponibile.
La richiesta, che si aggiunge alla polemica sulla lunghezza della pista, sarà quindi sicuramente rispedita al mittente.
Ammesso che gli Stati Uniti, impegnati stasera con la Slovacchia, raggiungano il Canada in finale.

