E' METÀ FEBBRAIO, MA SEMBRA PRIMAVERA
Parole sparse dalla "Terra di Mezzo"
Diario milanese di un febbraio particolare
17 febbraio 2026
Giorno 11
E' primavera... svegliatevi bambine. No, non siamo alle Cascine, né stiamo alludendo al sogno olimpico di Firenze e Bologna.
Stiamo parlando delle "massime" a due cifre che ultimamente si registrano a Milano. Temperature che sembrano poco adatte alla città che ospita i Giochi Olimpici invernali.
Intendiamoci: non è la prima volta, e visto l'andazzo non sarà neppure l'ultima. Tuttavia, fa una certa impressione. Soprattutto osservando che persino in alcune località di montagna, alcune gare si sono svolte sopra zero, talvolta con la pioggia.
Alcuni milanesi lo hanno sicuramente pensato, quando i giorni scorsi pioveva gelido: “tutta quest'acqua, 20 anni fa sarebbe stata fiòcca”. Qualche torinese si ricorda la nevicata del 2006, poco prima dell'apertura dei Giochi, tanto per dare il benvenuto ai cinque cerchi d'inverno: a Milano c'era chi auspicava lo stesso ora - speranze disattese.
Perché in passato in febbraio non era raro vedere la “visitatrice bianca” plasmare lentamente atmosfere da fiaba. Senza andare troppo lontano nel tempo, senza rievocare le nevicate del 2009 e del 2010, molti ricordano i candidi fiocchi portati dal vento siberiano Burian nel febbraio 2018, ma anche l'accenno nello stesso mese del 2019 e del 2022, tanto per fare alcuni esempi.
Ma con temperature di circa 3 gradi superiori alla norma, dovute ai cambiamenti climatici, ciò che ieri era normale oggi è meno probabile. E tutta l'acqua che scende con temperatura fredda è “neve mancata”: con tre gradi in meno, alcune tra le piogge abbondanti di inizio febbraio sarebbero state fiòcca, come si dice a Milano.
Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Plos One, nel 2050 il 77% delle città oggetto di studio cambierà totalmente le sue temperature medie, scivolando su climi molto caldi. L'indagine prevede che Milano avrà una temperatura simile a quella odierna di Houston. Con prevedibili danni all'agricoltura e alla qualità della vita.
Se si verificassero queste condizioni estreme, anche la neve in montagna diventerebbe sempre meno frequente. E le conseguenze rovinose sugli sport invernali sarebbero facilmente prevedibili.
Mgm

