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INTEGRAZIONE AL MINIMO, LE CONDIZIONI PER IL 2022

Per il 2022, con un minimo stabilito in 523,83 euro mensili, le condizioni per avere l'integrazione al minimo della pensione sono le seguenti:

1) l’integrazione spetta nella misura totale se il reddito personale non supera 6.817 euro: per chi è sposato il limite complessivo sale a 27.266 euro;
2) nessuna integrazione se il reddito personale supera i 13.633 euro (due volte il minimo) o quando il reddito della coppia sfonda il tetto di 27.266 euro (quattro volte il minimo).

Se il reddito personale o di coppia è compreso tra i due estremi, l’integrazione avviene in maniera parziale. Tutto dipende dall’importo della pensione a calcolo e dalla consistenza del reddito. Questi i paletti previsti per l’integrazione parziale: il limite di entrata personale va da 6.817 a 13.633 euro; quello di reddito di coppia da 20.449 a 27.266 euro.

Se è compreso tra i due estremi, l’integrazione avviene in maniera parziale. Tutto dipende dall’importo della pensione a calcolo e dalla consistenza del reddito. Questi i paletti previsti per l’integrazione parziale: oò limite di reddito personale va da 6.703 a 13.406 euro; il limite di quello di coppia da 20.108 a 26.811 euro.

Il reddito preso in considerazione per il diritto all’integrazione al minimo è quello assoggettabile all’Irpef, a eccezione di quello della casa d'abitazione. Non contano, quindi, i redditi esenti (pensioni di guerra, rendite Inail, pensioni agli invalidi civili).

Attenzione! L’integrazione al minimo non è invece prevista per la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo.