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INTEGRAZIONE AL MINIMO, LE CONDIZIONI PER IL 2017

Per il 2017, con un minimo stabilito in 501,89 euro mensili, le condizioni per avere l'integrazione al minimo sono le seguenti:

1) l’integrazione spetta nella misura totale se il reddito personale non supera 6.525 euro: per chi è sposato il limite complessivo sale a 19.574 euro;
2) nessuna integrazione se il reddito personale supera i 13.049 euro (due volte il minimo) o quando il reddito della coppia sfonda il tetto di 26.099 euro (quattro volte il minimo).

Se il reddito personale o di coppia è compreso tra i due estremi, l’integrazione avviene in maniera parziale. Tutto dipende dall’importo della pensione a calcolo e dalla consistenza del reddito. Questi i paletti previsti per l’integrazione parziale: limite di reddito personale va da 6.251 a 13.049 euro; il limite di reddito di coppia va da 19.574 a 26.099 euro. Il reddito preso in considerazione ai fini del diritto all’integrazione al minimo è quello assoggettabile all’Irpef, ad eccezione di quello della casa d'abitazione. Non contano, quindi, i redditi esenti (pensioni di guerra, rendite Inail, pensioni agli invalidi civili).

Attenzione! L’integrazione al minimo non è invece prevista per la pensione calcolata interamente con il criterio contributivo