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VOUCHER, LA CAMERA VARA LE NUOVE REGOLE: DUE STRADE PER I LAVORI OCCASIONALI

Se la manovrina (la legge di  conversione del decreto n. 50/2017, c’è tempo fino al giorno 23) passerà indenne l’esame del Senato, il lavoro occasionale sarà disciplinato da due distinti strumenti, a seconda della natura (professionale o meno) del committente. Sono il Libretto famiglia per i committenti non professionali, da un lato, e il Contratto di prestazione occasionale per le micro imprese (sino a cinque dipendenti) e i professionisti, dall’altro.  Per entrambi gli istituti viene fissato un limite di 5mila euro come tetto massimo di compensi,  e 2.500 euro da ogni singolo datore di lavoro, con un massimo di quattro ore continuative al giorno per prestazione.  Il tetto dei 5mila annui sale a 6.250 euro, se la prestazione viene da pensionati, giovani con meno di 25 anni purché iscritti a scuola o università, disoccupati, percettori di Rei (reddito d’inclusione) o altri sussidi di sostegno.

Il Libretto famiglia. Potrà essere acquistato attraverso la piattaforma informatica Inps, oppure presso gli uffici postali. Si tratta di un libretto nominativo pre-finanziato, dove vengono caricate le somme poi da spendere (come fosse una card), esclusivamente per le seguenti  prestazioni:  piccoli lavori domestici, inclusi giardinaggio, pulizia o manutenzione;   assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;  insegnamento privato supplementare (le ripetizioni scolastiche).

Il valore nominale di un'ora di lavoro è fissato in dieci euro. A carico del lavoratore però ci sono i contributi alla Gestione separata Inps, pari a 1,65 euro e l'assicurazione Inail (contro gli infortuni) di 0,25 euro. Inoltre 0,10 centesimi vanno a coprire gli "oneri gestionali" dell'Inps. In totale, quindi, il valore lordo del voucher è pari a 12 euro, di cui 10 netti vanno in tasca al lavoratore, una somma superiore al vecchio buono (10 euro lordi e 7,5 euro netti). I compensi percepiti dal lavoratore sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Contratto prestazione occasionale.  È il voucher delle imprese. Vietato in agricoltura (ma solo per chi era iscritto l'anno precedente negli elenchi dei lavoratori agricoli), nelle miniere, cave e torbiere, nelle attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo, nell'ambito dell'esecuzione di appalti e nelle aziende con più di 5 dipendenti a tempo indeterminato. Il valore minimo orario del voucher è di 9 euro, fatto salvo il settore agricolo dove è pari alla retribuzione oraria dei contratti subordinati fissata nei contratti nazionali. Contributi e Inail, anche in questo caso, sono a carico del lavoratore: i primi nella misura del 33% del compenso, i secondi del 3,5%. A conti fatti, ai 9 euro si sommano altri 2,97 euro di contributi e 31 centesimi all'Inail: anche in questo caso si arriva così a 12 euro lordi.

Cosa fare.  Il datore di lavoro è tenuto a trasmettere almeno un'ora prima dell'inizio della prestazione, attraverso la piattaforma informatica Inps, ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall'Istituto, una dichiarazione contenente, tra l'altro, le seguenti informazioni:

1) i dati anagrafici e identificativi del prestatore;

2) il luogo di svolgimento della prestazione;

3) l'oggetto della prestazione;

4) la data e l'ora di inizio e di termine della prestazione;

 5) il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiore a 4 ore continuative nell'arco della giornata. Il prestatore riceve contestuale notifica della dichiarazione attraverso posta elettronica oppure con un Sms: solo per il Libretto Famiglia, gli adempimenti potranno essere svolti tramite un ente di patronato.

Tempistica e sanzioni. In entrambi i casi (Libretto famiglia e Contratto prestazione occasionale), l'erogazione del compenso, tramite Inps, avviene entro il 15 del mese successivo alla prestazione. I contributi previdenziali sono accreditati invece direttamente dall’ente.
In caso di superamento del tetto di reddito pari a 2.500 euro per ciascun lavoratore o comunque di durata della prestazione superiore a 280 ore in un anno, il rapporto si trasforma in contratto di lavoro a tempo indeterminato. Se si violano gli obblighi di comunicazione, scatta la sanzione amministrativa da 500 euro a 2.500 euro per ogni prestazione lavorativa giornaliera in cui si accerta la violazione.

www.inps.it